Meditazione per vincere la paura

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Una delle emozioni che proviamo frequentemente è la paura. È una funzione naturale del nostro organismo, indispensabile per la nostra auto-conservazione e auto-protezione ma, al giorno d’oggi, in tempi così incerti, l’aver paura è ormai un’abitudine.

Quando proviamo questo sentimento avvertiamo sgradevoli sensazioni somatiche che indicano lo scatenamento di cambiamenti fisici repentini e poco piacevoli.
Per evitare i ben noti sintomi della paura, la psiche individuale la maschera attraverso l’orgoglio: un uomo orgoglioso potrebbe essere in realtà egoista e pieno di insicurezze, timoroso di mostrare la propria debolezza.
L’orgoglio ci fa spesso assumere un atteggiamento di superiorità e di critica verso gli altri. La critica implica un giudizio ma, per essere un buon giudice, dovremmo possedere una conoscenza il più possibile esaustiva del soggetto criticato. Restiamo così intrappolati in un sottile gioco psicologico che non ci permette di avere una visione chiara e distaccata. Per questo motivo non ci si può aspettare imparzialità da un individuo timoroso, egoista e orgoglioso.

Come superare le nostre paure?

Esse sono spesso generate dall’ignoranza e da false identificazioni: è stato detto da molti che in realtà noi non siamo il nostro corpo, i nostri pensieri, le nostre azioni, la nostra reputazione, i nostri sentimenti, le nostre relazioni. Nella nostra essenza siamo puro spirito, il Sé.

Ma come toccare con mano questa verità?

Spesso è un qualcosa che intuiamo attraverso le nostre emozioni, ma, per sradicare da noi completamente la paura, dovremmo identificarci totalmente con la nostra vera essenza. Per questo è necessario ottenere la realizzazione del Sé e stabilizzarla con l’esperienza della consapevolezza senza pensieri. In questo stato non abbiamo bisogno di pensare per essere consapevoli: la nostra mente è quieta, il nostro animo è in pace, siamo soddisfatti senza aver nessun desiderio impellente che, per sua natura, può solo proiettarci continuamente all’esterno, in una ricerca che non troverà mai fine. Ma come il neonato è assorbito completamente nell’atto del succhiare il latte, dalla madre che lo ammanta di pace e sicurezza, così noi possiamo abbandonarci a quella scintilla dell’amore divino che è dentro ognuno di noi.


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